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La Notte della Taranta



La Notte della Taranta è il più grande festival musicale tra l'altro il più atteso dell'estate salentina; dedicato al recupero della Pizzica Salentina e alla sua fusione con altri linguaggi musicali che vanno dalla world music al rock, dal jazz alla sinfonica.

La “nuova pizzica” infiamma ed unisce l’Italia, nel profondo sud a Melpignano, richiamando decine di migliaia di persone per il concerto-evento, che si svolge in vari comuni della provincia di Lecce e della Grecìa Salentina. Il festival della “Notte della Taranta” è un po’ lo specchio dei grandi fermenti che attraversano la Penisola Salentina e che fanno della musica popolare un forte elemento di identità di questo territorio.Questa musica e la danza “ossessiva” sopravvivono ancora oggi e vengono interpretate dai migliori musicisti salentini che, riuniti nel festival chiamato La Notte della Taranta, incontrano i più significativi nomi della musica mondiale, diretti dai grandi maestri tra i quali possiamo citare: Daniele Sepe, Piero Milesi, Joe Zawinul, Vittorio Cosma, Stewart Copeland, Ambrogio Sparagna.


 

La Storia

La "Pizzica", o, detta nella sua forma più tradizionale “Pizzica Pizzica” rappresenta il tipo di musica che scandiva l'antichissimo rituale delle cure impartite per sconfiggere il morso immaginario della tarantola, il pericolosissimo ragno.

Un'antica tradizione vuole che per salvare la vittima, venissero suonati incessantemente i tamburelli ad un ritmo vorticoso finché l'incantesimo non veniva sciolto; il suono incessante dei tamburelli veniva accompagnato da un ballo ripetitivo ed ossessivo, utile ad esaurire completamente il veleno. Ci sono alcune varianti alla pizzica tarantata come ad esempio il ballo del corteggiamento tra donna e uomo e la danza dei coltelli definita anche pizzica a scherma.

Un rito liberatorio che si celebra nell’incontro e nella danza sulle piazze del Salento. Questo festival è un progetto nato su iniziativa dell’Unione dei Comuni della Grecìa Salentina e dell’Istituto Diego Carpitella nel 1998, quando si decise di realizzare, all’interno dell’area ellenofona, un grande concerto in cui la locale musica folklorica si ibridasse con altre tradizioni musicali, rivitalizzandosi e stabilendo, in questo modo, anche una modalità diversa di composizione musicale contemporanea.

Nella pizzica pizzica si balla in coppia, non necessariamente formata da individui dello stesso sesso. A differenza di quanto molti immaginano, la pizzica pizzica tra uomo e donna non era necessariamente una danza di corteggiamento. Così il ballo tra un fratello ed una sorella poteva diventare occasione di divertimento e scherzo, come quello tra un anziano e la sua nipotina poteva diventare un momento di apprendimento da parte della seconda dei ruoli, dei passi e dei codici tipici della danza.

La Pizzica Pizzica tradizionale apparteneva posturalmente, stilisticamente e coreograficamente all'ampia famiglia delle tarantelle meridionali: le figurazioni basilari erano il ballo e il giro, alle quali si affiancavano rotazioni, figure legate per mano o per braccia; uno degli elementi caratteristici della pizzica pizzica è il "fazzoletto", accessorio immancabile nell'abbigliamento di un tempo, che veniva usato nel momento del ballo per invitare, sventolandolo, il partner prescelto. Oggi è molto abusata la credenza che vuole il fazzoletto come "simbolo d'amore", o di vero e proprio "abbandono" nelle mani della donna, che lo concederebbe durante il ballo solamente al giovanotto che sia stato in grado di rapirle il cuore. Anche se non si può negare che questo semplice accessorio in alcuni casi potesse diventare un vero e proprio simbolo o pegno d'amore che due innamorati si scambiavano durante il ballo, è più probabile che esso venisse utilizzato per animare maggiormente la danza.
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